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Società, Sofia

Era una casa molto carina

Sergio Endrigo cantava:

Era una casa molto carina/

senza soffitto senza cucina/

non si poteva entrarci dentro/

perché non c’era il pavimento…

Quando si cerca casa è bene essere pronti a tutto. Generalmente la ricerca di un nuovo appartamento inizia con un’ispezione sommaria dei principali siti di annunci come Bakeca.it, Kijiji e Easystanza, dove le offerte di stanze e posti letto si affollano, si accalcano, sgomitano in una gara di appetibilità.

Le promesse più gettonate sono:

– contesto abitativo silenzioso (leggi: se ti azzardi anche solo a invitare due amici per quattro chiacchiere e una birra dopo le nove di sera ti sfratto);

– posizione strategica/appartamento comodamente servito dai mezzi pubblici (leggi: la fermata del bus è effettivamente vicina però si tratta della penultima fermata prima del limite dell’area urbana di Milano);

– camera ampia e luminosa (leggi: l’ampiezza della stanza è direttamente proporzionale al numero di persone che ci vivono dentro e la luminosità è prodotta da quattordici lampade al neon incollate al soffitto);

– affitto con spese condominiali e utenze incluse a solo pochi euro (leggi: il prezzo è basso ma se non vuoi dormire sulle piastrelle ti devi comprare tutto l’arredamento dal vecchio inquilino alla modica cifra di seicento euro)

– doppi servizi (leggi: un coinquilino lavora per i servizi segreti, l’altro per i servizi sociali);

– pratico posto bici (leggi: sul balcone);

Eccetera eccetera eccetera…

In questo mese di ricerche per un appartamento a Milano avrò visto almeno una decina di case, trovandole tutte molto diverse (a volte migliori, spesso decisamente peggiori) rispetto a come me le ero immaginate. Per esempio cucine abitabili che si rivelano percorsi a ostacoli (se la cucina nasce non-abitabile è inutile fraccarci dentro un tavolo per renderla tale, non solo resterà comunque in-abitabile ma risulterà anche in-vivibile) oppure stanze singole che si rivelano OCCASIONALMENTE doppie quando il vecchio inquilino torna di soppiatto (possiede ancora una copia delle chiavi) perché ha improvviso bisogno di ospitalità e nessun altro posto dove andare, solo che questo si verifica circa un giorno sì e l’altro anche, con il risultato che tu paghi una singola ma ci vivete in due.

Insomma tutte amenità di questo genere.

Un altro aspetto interessante è i primo impatto con gli altri inquilini della casa.

Ho individuato tre macro-categorie di persone, ve le illustro:

– lo sbrigativo: è colui che fondamentalmente non ha cazzi di farti vedere l’appartamento e in mezzo minuto ti liquida con un “Ciao, questa è la stanza, qui c’è la cucina, lì il bagno, l’affitto è di tot euro spese escluse, grazie per essere passato, ci sentiamo nei prossimi giorni”;

– il timido: è quello che ti apre la porta di casa, abbozza un “Ciao…” e poi alza un muro di imbarazzato e immobile silenzio che devi rompere tu chiedendo “Bè, l’ingresso è carino, mi fai vedere la stanza o aspettiamo che faccia notte?”;

– quellogggiusto: finalmente la persona che stavi cercando, ti apre la porta sorridente, si presenta con una energica stretta di mano, ti fa vedere l’appartamento e poi ti invita a sederti un attimo, intavola due chiacchiere a scopo conoscitivo e ti offre pure un caffè.

Nel mio peregrinare alla ricerca di un posto letto a Milano ho incontrato innumerevoli esponenti delle prime due categorie, fino a che, ormai sull’orlo della disperazione, ho trovato quellogggiusto.

Questo è anche il motivo della mia prolungata assenza dagli schermi di TRUTH, ora posso finalmente tornare a scrivere, augurando a tutti coloro che stanno cercando casa di trovare (prima o poi) quellogggiusto.

di Sofia Scartezzini

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