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Alice

Tanti auguri papà

Marzo è un mese impegnativo.

Iniziano la primavera, i secondi semestri, la Quaresima.

A Marzo ricorre la Festa del papà e, nel mio caso, il compleanno del mio.

Tanti auguri papà.

 

Tanti auguri papà,

perché il terzo giorno di gita scolastica a Bologna, in prima superiore, mi chiamasti per sapere dove fossi.

E quando sarei tornata.

 

Tanti auguri papà,

perché quando mi accompagnavi da Giulia, a 12 anni, dicevi che saresti venuto a prendermi alle undici, e

alle undici puntualmente non arrivavi.

Così a mezzanotte arrivava zia Anna, perché tu ti eri addormentato.

Povera Giulia.

Povera zia Anna.

 

Tanti auguri papà,

per tutte quelle volte che tornavo a casa la sera e attaccato alla porta trovavo quel post-it con su scritto:

“Sono uscito”.

Ed io entravo e, vedendo tutto spento, pensavo: “Ma va?!”

 

Tanti auguri papà,

perché quando c’è il temporale, ti posi alla finestra della cucina a braccia conserte e, dopo qualche minuto

passato a scuotere la testa, te ne esci con:

«Che tempo da lupi, Ali».

 

Tanti auguri papà,

per tutte quelle volte che venivi a prendere me e le mie amiche in discoteca nel mezzo della notte e,

mentre noi ci sentivamo inutilmente grandi, tu ci lasciavi fare, ascoltando Bob Marley.

 

Tanti auguri papà,

perché quando persi quei 50 euro che avevo messo stupidamente in tasca, non dicemmo nulla a mamma.

Me li desti tu in gran segreto e te la cavasti con un: «Succede».

 

Per te succede tutto.

 

Tanti auguri papà,

perché la domenica sera passi una buona ora ad illustrarmi con tanto di cartine e planimetrie la storia

geologica e morfologica delle montagne in cui sei stato durante il giorno.

Che palle.

 

Tanti auguri papà,

perché quando si abitava ancora tutti insieme, mentre mamma andava a fare la spesa, in cucina si cantava

De Gregori.

E si cantava piano.

 

Tanti auguri papà,

perché ogni tanto nel week-end mi svegli alle 5:30 del mattino, chiedendomi se ti posso accompagnare a

prendere il pullman per andare a sciare.

 

Tanti auguri papà,

perché sei un papà dalle mani ruvide, di quelli che non si emozionano mai o perlomeno non lo danno a

vedere.

 

Tanti auguri papà,

perché quando mi dicevi che saresti andato a fare un giro in bici e tornavi dopo cinque ore, io non sapevo

cosa fare né chi chiamare.

Se la Guardia forestale o i Carabinieri.

 

Tanti auguri papà,

perché il tuo è un cuore nascosto, che con i “ti voglio bene” fa fatica.

Ma tanto quelli non servono.

Soprattutto con una figlia come me.

 

Tanti auguri papà,

perché le tue liste della spesa sono inspiegabilmente lunghissime:

 

– PEPE

– BISCOTTI

– INSALATA

– PASTA

– PEPE

– BISCOTTI

– OLIO

– PASTA

– BISCOTTI

– PEPE

 

Tanti auguri papà,

perché rubi il telecomando per guardare alla televisione quello che ti pare.

Ma tanto lo trovo sempre.

Sono dieci anni che lo nascondi sotto il primo cuscino del divano.

 

Tanti auguri papà,

perché sono le 00:23 e tu sei appena partito per andare a Roma a manifestare con i tuoi amici del

sindacato.

 

Tanti auguri papà,

perché sai quanto io faccia fatica a stare a dieta.

Così nascondi per casa tavole di cioccolato fondente di modo tale non le veda.

Ma quello che non sai è che nei momenti di disperazione, finché non ci sei, parte la caccia al tesoro.

 

Tanti auguri papà,

perché quelli che in macchina si piantano ai 60 km/h mi fanno incazzare da morire.

Infatti ti urlo di accelerare.

 

Tanti auguri papà,

perché quando alla tv senti tutte quelle parole inglesi che non conosci, mi chiedi con un po’ d’ imbarazzo

cosa significhino.

E io prima rido, poi rispondo.

 

Tanti auguri papà,

perché quei 10 euro di benzina che ogni tanto mi fai fanno comodo.

 

Tanti auguri papà,

perché te la cavi meglio con il silenzio che con le parole.

 

Tanti auguri papà,

perché quando mamma chiamava al fisso per fare quei suoi discorsi infiniti sull’etica e sul dovere morale

di mantenere la casa pulita, tu posavi delicatamente la cornetta senza se ne accorgesse, e sorridendo

chiedevi:

«Caffè?»

 

Tanti auguri papà,

perché impieghi due ore per fare ciò che potrebbe essere fatto in venti minuti.

 

Tanti auguri papà,

perché la calma è la virtù dei forti.

Soprattutto la tua.

 

Tanti auguri papà,

perché quando ci arrabbiamo, ci vediamo quando ci passa.

 

Tanto poi passa.

 

Tanti auguri papà,

perché anche oggi che compi 52 anni, sono 52 anni che rimani lo stesso.

Un testardo irremovibile, che non ricorda nulla. Manco il mese in cui siamo.

Ma pur sempre papà.

 

di Alice Martini

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