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Alice, Società

Assiomi, prosecco e zabaione

Questa è stata una settimana strana, fatta di pensieri multipli e informi, di quelli che non riesci a ordinare come vorresti.

Bisognerebbe scriverli in un foglio per dare loro un senso, o trovare loro una motivazione plausibile del perché ti ronzino in testa.

A fare loro da contorno poi, ci sono tutti gli eventi settimanali, più o meno inutili, che si sommano a considerazioni altrettanto inutili, ma assolutamente doverose, per dare spazio  a quello che realmente dovresti fare. Studiare e scrivere la tesi, ad esempio

Quella maledetta.

Fondamentalmente il mio è uno stato di distrazione generale. Una nebulosa primordiale, generica e imprecisa, dove le cose davvero importanti fluttuano miscelandosi in maniera casuale a tutto il resto, che è polvere.

Quindi inutile, per l’appunto.

Quando sono in questo stato, mi pare di non riuscire a venirne fuori.

L’unico modo è aiutarsi da soli, cercando una geometria riassuntiva, dei punti cardinali nel casino, degli insiemi chiusi, talvolta in comune, in modo tale da poterci inserire tutto il malloppo, potendolo schematizzare.

La prima cosa da fare è procedere per assiomi, ovvero a proposizioni poste a base di un ragionamento, che non hanno bisogno di dimostrazione perché evidenti di per sé. Matematicamente sono postulati, da cui parte e si deduce ogni altra affermazione.

Si scrive quindi il problema, la stupidaggine, la perdita di tempo.

Insomma, quello che ti frulla nel cervello.

La seconda cosa è articolare. Sì, perché gli assiomi fanno decantare le particelle grosse, facendole precipitare sul fondo della soluzione del casino, ma non le esplicano.

Le esplicitano solamente, e, alla fine della fiera, una qualche forma bisogna pur dare loro!

Così, in questa settimana un po’ così, ho deciso di anticipare le grandi pulizie di Pasqua, riordinando ALCUNI dei pensieri che da qualche giorno mi rendono stranamente più silenziosa, facendo preoccupare chi è a conoscenza del mio perpetuo e continuo flusso di parole.

Assioma n° 1 – «L’Italia ha una forma geografico-continentale di merda».

Sviluppo: Immagino non serva io perda dei minuti a spiegarvi il perché il nostro paese venga chiamato lo “stivale d’Europa”, vero?

Ecco, fosse per me, raserei tutto al suolo. Mi aiuterei con una massiccia quantità di tritolo e qualsiasi cosa ti possa venire in mente di altrettanto efficace, per poi costruirlo daccapo.

Si accettano consigli, collaborazioni, partecipanti all’iniziativa.

Non avere timore, fatti avanti!

Mi piacerebbe una forma più costipata, stretta, omogenea e non allungata. Mi sono letteralmente ROT-TA I CO-GLIO-NI di non poter raggiungere persone a me care quando cavolo mi pare, così, perché semplicemente ho voglia di vederle e prendermi un caffè.

È scandaloso dover avere tutti questi problemi logistici, tempistici e soprattutto economici!

Pensavo al controllo geografico.

Potrebbe essere un’altra idea dannatamente geniale!

Con la partecipazione di Trenitalia, treni zeppi di gente di merda (che vojo di’, ce ne stanno a palate. Statisticamente una ventina a testa) potrebbero spostarsi in posti sconosciuti e lontani, facendo così riavvicinare chi t’importa avere vicino.

E tanto.

Un raffinatissimo sistema di flussi di gente, il cui slogan potrebbe essere:

«Tu non me devi scassare li cojioni, che te manno in Africa coi leoni».

Per il tritolo ci penso io, c’ho degli amici al negozio cinese che…

All’ingrosso diciamo…

Assioma n°2 – «Chi vuole guardare Sanremo lo guardi, chi non lo vuole guardare  non lo guardi».

Sviluppo: Sanremo, gara musicale arrivata ormai alla 64esima edizione, è sempre stata e sempre sarà la culla, il meeting point di tutti i polemici a tempo perso giacenti su territorio italico.

Sanremo è polemica. Punto.

Polemica inutile e senza senso, lasciamelo dire.

A me, l’elitarismo, lo snobismo e il becero populismo, atti a schifare a prescindere questo evento musicale, fanno abbastanza cagare e, talvolta, infastidiscono.

Se non ti piace, cambia canale, fatti un prosecco, tagliati le unghie dei piedi, fai lo zabaione.

Insomma, FUORI DALLE BALLE.

Io credo invece che Sanremo sia un ottimo contenitore popolare per chi ha, crede o pensa di avere qualcosa da dire e da dimostrare musicalmente.

Potenzialmente è un trampolino di lancio per Signori Nessuno e ben venga.

Non cantassi come una cornacchia in agonia investita da un tir a Ferragosto, ci andrei pure io.

Tutta la vita.

Assioma n°3 – «Scrivere papiri mette il male di vivere addosso».

Sviluppo:

Tra le cose che odio più fare

una la devo pur nominare!

È che proprio la voglia mi passa

ed il mio corpo al pensier collassa.

Scriver papiri è la condanna giovanile

che piuttosto di cimentarmi mi picchierei con un badile!

Il vero supplizio è quello del lavorar in gruppo

Ma bisogna pur farlo tra una birra e qualche rutto!

Il peggiore che nella tavolata di lavoro puoi trovare

È quello totalmente incapace di pensare

Ti guarda come uno stoccafisso spaesato

Che per svegliarlo è necessario un boato

Non pensa ad una cosa, né ad una rima

Roba che lo prenderesti e lo infilzeresti con una lima

Verrebbe da chiedergli l’apporto alla serata

Che praticamente è stata buttata.

Così ti trovi solo soletto

A scrivere per tutti, mentre dovresti essere a letto

Ti rompi le palle, perdi la pazienza

Ma l’amicizia è anche questo, un po’ di coerenza.

Così stringi i denti e scrivi come un dannato

Non ti compare l’aureola e non vieni manco santificato.

#Bestemmie

Assioma n°4 – «I complimenti non vanno fatti».

Sviluppo: I complimenti non vanno fatti, o meglio, non vanno fatti a una come me.

Mi mettono a disagio, divento paonazza e comincio a biascicare parole a caso che manco l’esorcista.

Ridacchio, non sembrando normale… Che già ho problemi a sembrarlo nella vita in generale, vi dirò.

Comincio a toccarmi i capelli, mangiarmi lo smalto, l’unghia, l’indice intero.

La testa non la nasconderei sotto la sabbia come gli struzzi, bensì nel cemento armato.

Ci vuole moderazione, tatto.

Non voglio nemmeno citare poi i complimenti viscidi, quelli di circostanza, quelli finti.

La quasi totalità, diciamoci il vero.

Reagisco meglio alle offese, ecco.

Sbizzarrisciti!

Assioma n°5 – «Non so la geografia».

Sviluppo: Esistono persone malate di discalculia, una patologia che affligge quando si è bambini. Si tratta di un disturbo delle abilità numeriche e aritmetiche, associato ad altri problemi di apprendimento, quali la dislessia, la disgrafia, ecc.

Io credo, per proprietà transitiva, possa esistere la stessa patologia direzionata alla geografia.

Ne sarei malata da illo tempore.

Ho problemi di orientamento, non so manco dove abito, uso il navigatore per andare in bagno, non associo nomi, regioni, densità di popolazione, lo spazio.

Sono una di quelle che, se accompagnata, poi non sa più tornare.

Per quanto mi riguarda, l’ unica differenza tra nord-sud-ovest-est è la pronuncia.

Basti sapere che due anni fa ho chiamato mia madre alle quattro di notte perché, dal centro di Vicenza, sono finita a Padova, non accorgendomene.

GESUMMIO.

Conosco infiniti nomi di località, ma non so dare loro una collocazione.

Se poi mi si piazza in rotatoria “TUTTE LE DIREZIONI”, è la fine.

Finirei su “Chi l’ha visto?!” con la Sciarelli su Rai 3.

Assioma n°6 – «Scrivere la tesi fa cagare».

Sviluppo: Scrivere la tesi fa cagare.

Se poi hai un libro di 900 pagine e un articolo scientifico di 40 interamente IN INGLESE, è consigliabile il cianuro.

Assioma n°7 – «Le sparate si dimenticano».

Sviluppo: Hai presente quando, preso dall’agitazione o che so io, si fanno delle sparate ASSURDE su qualche argomento?!

Delle vere e proprie castronerie sulle quali continui a rimuginare nei giorni successivi, pensando: “OMMMIODDDIO, chissà che cazzo starà pensando?! Adesso vado in clausura!” e per le quali ti maledici ogni giorno della tua vita per aver aperto bocca?!

Ecco, il 99% di queste vengono udite e dimenticate in tempo reale dal vostro interlocutore.

Basta paranoie, credetemi.

Andrà meglio la prossima volta.

E poi chi se ne frega.

di Alice Martini

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