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Maverik, Relazioni

Eros e amore: due facce di un’unica medaglia

Inizia tutto da uno sguardo, intenso, profondo, fisso. Sottopelle i nervi s’agitano, viscidi come anguille, attratti come magneti verso il corpo di chi c’è dinnanzi. La lingua che inumidisce delicatamente le labbra, un piccolo morso al labbro inferiore, quasi come si volesse soffocare il desiderio ch’ormai pervade mente e corpo, per poter saziare ancora gli occhi di quell’eterea visione: un corpo caldo, che già freme in ogni sua parte. Il respiro si fa ansimante, vampate di calore, poi un fremito alle labbra. I due volti, come calamite, si fanno sempre più vicini. La bocca socchiusa, il sudore che lentamente incorona la fronte con cristalline gemme, le mani tremanti come foglie secche smosse da una lieve brezza. I nasi si sfiorano, lo sguardo mai distolto. Poi ci si ferma, sembra quasi mancare il respiro. Le gote carezzate da un fulvo velo e da una morbida mano. Vicini, tanto vicini da respirare l’uno il fiato dell’altro. Ed ecco: labbra contro labbra, scambio di calore, salivazione incrementata, un armonioso abbraccio tra lingue. Il fuoco s’accende, le mani carezzano i fianchi, salgono timidamente verso il petto fino a carezzare il viso e poi si scende, stessa strada, ma in retro. Le labbra, come intrepide esploratrici, si spostano lentamente s’una guancia, poi sul collo, sulle spalle, sul petto e sempre più giù. La mano del partner tra i capelli stringe la sua presa ad ogni gemito di piacere.  Si va sempre più in basso, verso le cosce. La temperatura s’alza, aumenta il calore. Di nuovo occhi negli occhi e poi lo sguardo si sposta lentamente verso il basso. Uno ad uno i bottoni iniziano ad uscire dalle asole. Sotto i polpastrelli la soffice seta, poi il calore del corpo nudo che attraversa le dita, le braccia e arriva alla testa, come scosse elettriche di puro piacere. Le labbra, voraci, assaporano la pelle salata, la lingua esplora l’ombelico e sale fino ai capezzoli che subito s’inturgidiscono. I corpi, uno sopra l’altro, nudi, caldi, impazienti, fremono e bramano il desiderio stesso. Un’esplosione di calore: uno dentro l’altro, due corpi incastrati come tasselli d’un puzzle s’infiammano di passione. Brucia, arde gloriosa la fiaccola dell’amore e tutt’intorno brilla di luce riflessa e si scalda d’un sentimento più grande del mondo stesso che lo ospita.

Desiderio, passione, sesso, AMORE! Sono convinto che in pochi fatichino ad apprezzare le gioie di un rapporto sessuale. Ma cosa sarebbe il sesso senza amore? Pensate che quella che ho appena abbozzato sia semplicemente l’inizio di una scena di sesso? Illusi! Illusi tutti coloro che pensano di poter provare così tanta passione con una semplice, arida sveltina. Ciò di cui ho tentato d’accennare una sterile descrizione non  è  altro che un elenco d’idilliache sensazioni che provano due persone che stanno per congiungere i loro corpi in un abbraccio sensuale, due persone cadute nella rete di Eros, che stanno per regalarsi vicendevolmente attimi di piacere fisico e, al contempo, emotivo. Non è sesso, o almeno non quello che s’intende oggi con questo termine: una depravata collezione di conquiste, un’insana bramosia d’altrui corpi, un’insensibile reinterpretazione d’uno scambio di piacere, d’uno scambio d’amore. Il sesso, quello fatto per conquista, per collezionare l’ennesima tacca sulla cintura, quello fatto per gioco, privo d’alcun tipo di sentimento, non è altro che lo squallido riflesso dell’amore che si specchia nelle putride paludi d’una volgare lussuria. Un rapporto sessuale non è semplicemente un atto fisico, volto allo svuotamento d’un carneo silos, d’una pingue appendice, d’una ghirba o al disseccamento d’un fiume in piena, d’un’incontinenza ormonale. Non è una semplice fisica unione di corpi, bensì un caloroso abbraccio tra anime. Non fraintendetemi: anche il sesso occasionale è piacevole mentre lo si pratica, ma poi? Cosa ne rimane poi? La sensazione che ci assale dopo è quella d’un vuoto interiore, di un’insoddisfazione logorante, a volte persino un senso di colpa, di disgusto. Sensazioni, queste, che ci fanno partire subito alla ricerca d’un altro trofeo da portare a casa, di altri quaranta, cinquanta minuti di soddisfazione, per poi ritornare al punto di partenza non appena abbandonato il talamo caldo. Quant’è grande, quant’è gratificante la soddisfazione di aver provato piacere con la persona amata, e che ci ama, e averle procurato lo stesso idilliaco attimo di paradisiaca estasi? E non soltanto fuori dal letto, ma ancora al suo interno, con quella persona tra le vostre braccia e ancor dopo, ancora ed ancora, ogniqualvolta i vostri occhi si specchieranno nei suoi, illuminatisi al solo vedervi apparire. Quant’è bello quando, appena ci s’incontra, anche solo per un attimo, il respiro si blocca nei polmoni e un brivido attraversa il vostro corpo? Cos’è questo se non amore? E cosa ne sarebbe del sesso senza di lui? Eros e Amore: due gemelli siamesi, inseparabili, un’imprescindibile e necessaria unione per l’estasi terrena e spirituale. Due facce d’un’unica medaglia. Nient’altro!

di Maverik Boccassi

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