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Alice, Società

Ma tu che lista prendi?

I lettori di Truth l’hanno già fatta la lista dei buoni propositi per il 2014?!
No perché io mi ci devo ancora mettere e, a dire il vero, la voglia manca. È uguale da qualche anno a questa parte e vorrei poterla cambiare,  almeno in parte, ma proprio non saprei cosa scrivere.
Mi rattrista vederla sull’armadio, là, attaccata con lo scotch che penzola vicino all’altra lista, quella più importante, almeno secondo mia madre: la lista degli esami che mi mancano per laurearmi.
Ma voi cosa c’avete scritto tipo?!
Non che voglia fare la rompipalle, come quelli che in pizzeria chiedono «ma tu cosa prendi?!», e ai quali vorresti rispondere «un missile», però sono proprio in uno stato confusionale.

Manco all’Ikea ne hanno di preconfezionate!

Ho provato pure a farci delle cornicette, come i bambini delle elementari, sui contorni, ma la sostanza rimane sempre la stessa, giusto a farmi ricordare che da anni non riesco a realizzare ciò che vorrei si realizzasse davvero.
Così quest’anno ho deciso due cose: la prima è di farla finita una volta per tutte con questa SCHIFOSISSIMA LISTA, la seconda è quella di farne un’altra, diversa nel contenuto e nella forma, perché tutto sommato scriverla mi piace, e non farla mi dispiacerebbe.

Il risultato ottenuto è una sottospecie di riassunto sintetico dei motivi che mi faranno ricordare, nel bene e nel male, questo 2013 ed altri motivi, che forse non serviranno a niente, ma che ho deciso comunque di elencare.

Tre buoni motivi per cui quest’anno passerà alla storia:

– La dimissione di Papa Ratzinger con la successiva elezione di Papa Francesco, a dimostrazione del fatto che, seppur di papa si parli, sempre di un essere umano si tratta.

E poi parla come Belen Rodriguez, figuriamoci!

– Il raddrizzamento della nave da crociera Costa Concordia, una delle più grandi operazioni ingegneristiche mai eseguite in territorio italiano e mondiale. L’atto finale di una tragedia lunga 20 mesi, che dimostra come gli italiani siano un  popolo in grado di gestire magistralmente le emergenze, ma mai in grado di evitarle a prescindere, giocando d’anticipo.

Che poi, facendo due chiacchiere da bar sport, prevenire metà delle catastrofi che avvengono nel nostro territorio costerebbe alle nostre casse statali qualcosa come quattro volte in meno.

Ma va be’.

– Ho perso 5 kg a marzo scorso e ne ho recuperati quasi il doppio in un mese e mezzo.

Tre buoni motivi per rimpiangere quest’anno:

– La morte di Nelson Mandela, uomo consegnato alla storia ancor prima di morire, la cui grandezza permette di non spendere ulteriori parole al riguardo.

Storico subito.

– La morte di Don Andrea Gallo, uomo che ho avuto la fortuna di incrociare al Centro sociale Pedro di Padova, e con il quale  avrei voluto tanto parlare. Peccato non ne abbia avuto il coraggio. Come sempre.

Eh sì che sarebbe bastato un grazie.

– La morte di centinaia e centinaia di naufraghi che fuggono dal loro Paese, diventando così profughi.

Profughi di un futuro migliore.
E negato.

Cinque buoni motivi per odiare il 2013:

– Le due bombe fatte scoppiare alla maratona di Boston.

– Le guerre e sommosse in territorio iraniano, egiziano, siriano.

– La rielezione del Presidente della Repubblica, Re Giorgio Cariatide Napolitano.

– Le inondazioni e le catastrofi naturali per le quali incolpiamo il cielo, ma che, ancor di più, sono colpa dell’uomo.

– La crisi globale galoppante e mai recessiva.

– Le tasse che flagellano le famiglie italiane.

– I miei chili persi e recuperati.

Cinque buoni motivi per rimanere annoiati dal 2013:

– Silvio Berlusconi ed il cane Dudù.

– La nascita del pupo reale, che avrà la mia stessa probabilità di diventare Re d’Inghilterra, ovvero lo 0%. Anche perché dovrei diventare un uomo. No, per dire.

– La politica italiana.

– Le fiction di Rai Uno.

– La palla di demolizione di Miley Cyrus.

Cinque buoni motivi per insistere nonostante il 2013:

– Perché la strada è quella giusta.

– Per ottenere un risultato.

– Perché è quasi fatta.

– Perché goccia a goccia si scava anche la roccia.

– Per averla vinta.

Cinque buoni motivi per andar via, per andarsene:

– Per togliere il disturbo.

– Perché non se ne può più.

– Perché la festa è finita.

– Per cambiare aria.

– Perché s’è fatto tardi.

Cinque buoni motivi per sperare in un altro 2013:

– Per ritrovare persone che parevano scomparse.

– Per mantenere rapporti con amici distanti ma sempre vicini.

– Per mangiare come non ci fosse un domani.

– Per la nuova edizione di Wedding Planner con Enzo Miccio su Real Time.

– Per l’abbonamento annuale al Vanity Fair.

Cinque buoni motivi per continuare a leggere Truth:

– Perché ce n’è per tutti i gusti.

– Per il tempo e l’impegno che ci mettiamo.

– Perché siete sempre su internet come i pedofili.

– Perché alcuni della redazione sono davvero fighissimi.

– Perché vi bucheremmo le gomme.

di Alice Martini

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