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Dialoghi, Maverik, Società

Chi è regina di se stessa non ha bisogno di un re

Gisella: (Piangendo) Vero, ho bisogno di te. Ho di nuovo litigato col mio ragazzo. Non so più cosa fare, sono disperata.

Veronica: Cos’è successo questa volta?

Gisella: (Singhiozzando) Eravamo al bar…

Veronica: (Sarcasticamente) Che novità!

Gisella: …Stavamo bevendo, quando, all’improvviso, arriva la sua ex, l’eroinomane che gli chiede sempre soldi, e lui mi lascia al bancone per allontanarsi con lei. Sono spariti per più di un’ora! Non ci ho visto più dalla rabbia, gli ho fatto una scenata, ci siamo presi a schiaffi e io sono scappata in macchina e sono corsa da te!

Veronica: Nulla di nuovo sotto il sole insomma!

Gisella: Ma come? Tutto qui quel che hai da dirmi?

Veronica: Ma scusami, cosa vuoi che ti dica? È la millesima volta che affrontiamo questo argomento. Sono due anni che questa situazione va avanti e sono due anni che ti dico di lasciarlo, di non rovinarti la vita stando dietro ad un uomo che non è grado di farti brillare come la più luminosa stella del firmamento, e che anzi ti tratta come l’ultimo degli scarti di una discarica! Ma tanto parlar con te è inutile. Non serve a nulla.

Gisella: Come la fai facile tu! Non capisci che io ho perso la testa per lui?

Veronica: (Ironicamente) Se davvero tu avessi mai avuto una testa non avresti mai iniziato una relazione con lui.

Gisella: Chiamami pure stupida, ma io lo amo!

Veronica: Ma cosa ami di lui? È soltanto un ubriacone, senza lavoro, senza interessi, incapace di sostenere un dialogo semplice, incapace di sostenersi sulle proprie gambe senza ruzzolare a terra come un sacco di patate, ma soprattutto incapace di amarti e rispettarti come meriteresti! Il tuo non è amore! Tu non hai altro che paura di rimanere da sola. Non ti senti all’altezza di essere amata e ti accontenti del primo avanzo di galera che ti dice due paroline dolci semplicemente perché non trova nessun’altra che sia disposta a concedersi ad un immondezzaio ambulante come lui. Non prendiamoci in giro Gisella, questo non è amore, è disperazione. Se solo tu riuscissi ad amare un po’ più te stessa,  riusciresti a trovare qualcuno che sappia trattarti come la splendida donna che sei.

Gisella: Veronica, lo so che hai ragione, ma finché non sarò io a convincermi che lui è uno stronzo, che non mi merita e non fa altro che farmi del male, io non riuscirò a mollarlo.

Veronica: Ma analizza bene la tua storia con lui: cosa ti manca per convincerti? Cos’altro vuoi che accada? Vuoi fare la fine di Jessica, che vive prigioniera in casa sua, subendo le percosse del moroso, ossessionato da lei, per paura di lasciarlo, restare da sola e vivere nel terrore che lui possa perseguitarla? Che paure insensate sono queste? Lo stalking è un reato penalmente punibile! Non c’è bisogno di essere spaventate! E poi ci siamo noi: gli amici. Non resterete mai sole. Ma voi preferite autodistruggervi e fare terra bruciata intorno a voi e, tra qualche anno, finire sui giornali come suicide, dopo una vita da drogate o alcolizzate. Nel corso della storia le donne hanno percorso con coraggio e determinazione la sofferente via della giustizia e dell’uguaglianza, riguadagnandosi il diritto all’essere esseri umani alla pari dell’uomo, diritto del quale le leggi patriarcali le avevano private, destinandole ad un’esistenza di sottomissione e imprigionamento. Eppure oggi esistono ancora donne come te, libere di pensare e agire, libere di esprimersi e con una dignità che meriterebbe d’esser difesa, ma che continuano imperterrite a cadere nel tenebroso tunnel dell’autodemolizione fisica e psicologica, scegliendo di affiancarsi a uomini che non fanno altro che calpestare la vostra dignità e quella di tutte le donne che hanno combattuto per riconquistare dei diritti ch’erano già nostri per nascita. E poi ci lamentiamo se al mondo esistono ancora casi di violenza domestica e privazione dei diritti alle donne. Be’, sai che ti dico? Sono le donne come te che fanno sì che la situazione non cambi. Tutte quelle battaglie, tutti quei sacrifici: tutto mandato a puttane!

Gisella: Sapevo che parlare con te non sarebbe servito a niente. Tu non riesci a capirmi. Sei sempre stata più bella, più fortunata. A te va sempre tutto bene. Ma la mia vita non è una fiaba Disney, io vivo nel mondo reale Veronica!

Veronica: E qui ti sbagli cara cugina. La mia vita non la scrivono i fratelli Grimm. Ho avuto anch’io le mie brutte esperienze ma, a differenza tua, io amo me stessa e pretendo di essere amata e rispettata come merito. La mia aspirazione nella vita è quella di essere felice! Chiunque ostacoli la mia felicità viene automaticamente eliminato. Il senso di stare con un’altra persona è quello di essere felici, amando e sentendosi amati. Stare con un uomo che ci fa del male non ha senso! Sono io a scrivere sulle pagine della mia vita e, se la tua non ti aggrada, è forse ora di cominciare a scrivere diversamente.

Gisella: Forse non tutte le donne hanno la fortuna di continuare a trovare altri uomini. Alcune di noi devono sapersi accontentare.

Veronica: Nessuna di noi ha questa certezza. Si tratta semplicemente di avere le palle per dire stop, rimettersi in gioco! La felicità va conquistata con coraggio, col sudore delle azioni inaspettate, dolorose, ma necessarie a farci crescere, a far ascendere la nostra dignità, calpestata per fin troppo tempo da chi di noi non merita neanche un capello!

Gisella: E se alla fine rimanessi sola?

Veronica: Impossibile che una donna con le tue qualità rimanga sola.

Gisella: Ma se dovesse capitare?

Veronica: Vorrà dire che al mondo nessun uomo è all’altezza di starti accanto. Ricorda che tutto dipende da te! Sei tu a decidere, tu porti la corona. Non lasciarti sottomettere, Sii indipendente! Sii regina di te stessa! Siamo donne: non serve nient’altro a completarci. Nessuna di noi ha bisogno per forza di un re.

di Maverik Boccassi

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