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Javi, Storia

Benito Mussolini. El Duce que nunca debió ser (con traduzione)

La elección de esta efemérides no es otra si no, hacer uso del poder de la Historia, que no es otro que recordar para no olvidar, recordar para no repetir, recordar para aprender de nuestros errores (y de los errores de otros), recordar para mejorar.
Mirar hacia atrás puede ayudarnos a caminar hacia adelante.

Fue allá por el 24 o el 25 de noviembre de hace hoy 91 años (históricamente hablando: hace nada), cuando Mussolini recibía plenos poderes del Parlamento italiano. Se armó la gorda. Ahora si que ya… todo el mal estaba hecho. Como dijo Julio Cesar “alea iacta est”.
Cuando un Parlamento otorga plenos poderes a una sola persona, tengan por seguro, que la cosa muy bien no acabará. Y mucho menos si, además, esa persona tiene unas ideas un tanto peculiares.

Pero la Historia a veces ofrece oportunidades de cambiar el rumbo de lo establecido si ella misma no está muy segura de lo que está haciendo. Así se demuestra en los varios atentados que sufrió Mussolini y de los que salió ileso.
Son muestras de la duda existencial que tenía Clio los múltiples atentados que programó para el Duce.

  • El día de la “Marcha sobre Roma” un camisa negra disparó su fusil accidentalmente y casí le vuela la cabeza.
  • El 4 de noviembre de 1925 Tito Zaniboni desde el hotel Dragoni, planeó un atentado que fue frustrado por los miembros del OVRA.
  • El 7 de abril de 1926 Violet Gibson (irlandesa de 50 años) le disparó, hiriéndole en la nariz.
  • El 11 de septiembre de 1926 Gino Lucetti tiró una bomba sobre su coche pero explotó al rebotar y caer al suelo.
  • El 31 de octubre de 1926, en Bolonia, Anteo Zamboni (15 años) le dispara mientras iba en coche a la inauguración del estadio “Il Littoriale”.

Al final, Clio decidió que lo fusilaran un 28 de abril en Giulino di Mezzegra, y que su cadáver sufriera palizas e insultos colgado por los pies en Piazzale Loreto, Milán.
La Historia es así de caprichosa.

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Benito Mussolini. Il Duce che mai sarebbe dovuto essere.

L’aver scelto questo episodio non è altro che un fare uso del potere della Storia. Non è altro che ricordare per non dimenticare, ricordare per non ripetere, ricordare per apprendere dai nostri errori (e dagli errori degli altri), ricordare per migliorare.
Guardarci indietro può aiutarci a camminare in avanti.

Era il 24 o il 25 di novembre di 91 anni fa (che, storicamente parlando, sono niente) quando Mussolini ricevette pieni poteri nel Parlamento italiano. Si scatenò l’inferno. Allora sì che tutto il male era compiuto. Come disse Giulio Cesare “Alea iacta est”. Quando un Parlamento conferisce pieni poteri ad una sola persona, è scontato che la cosa non finirà molto bene. E ancora meno se, inoltre, questa persona possiede delle idee particolari.

Ma la Storia, a volte, offre l’opportunità di cambiare la rotta del destino se essa stessa non è molto sicura di ciò che sta combinando. Ciò dimostrano i vari attentati che subì Mussolini e quelli da cui ne uscì illeso.
Sono prove del dubbio esistenziale che aveva Clio i molteplici attentati che essa programmò per il Duce.

  • Il giorno della “marcia su Roma” una camicia nera sparò accidentalmente col suo fucile e quasi gli saltava la testa.
  • Il 4 novembre del 1925, Tito Zaniboni dall’Hotel Dragoni pianificò un attentato che fallì, sventato da alcuni agenti dell’OVRA.
  • Il 7 aprile 1926,  Violet Gibson (irlandese di 50 anni) gli sparò, ferendolo sul naso.
  • L’11 settembre 1926 Gino Lucetti lanciò una bomba sulla sua macchina, ma esplose al rimbalzare, toccando il suolo.
  • Il 31 ottobre 1926, a Bologna, Anteo Zamboni (15 anni) gli sparò mentre andava in macchina all’inaugurazione dello stadio “Il Littoriale”.

Infine Clio decise di fucilarlo un 28 aprile a Giulino di Mezzegra, e che il suo cadavere subisse bastonate e insulti appeso per i piedi a Piazzale Loreto, Milano.
La Storia è così capricciosa.

di Javi Bono (traduzione di Anna Giacalone)

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